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«Ho fatto il cappotto, ho cambiato i serramenti, ed è comparsa la muffa»

È una domanda legittima, e non ha una risposta sola. È un problema dello stabile? È un problema di come viene utilizzato l'ambiente? Oppure il cappotto è stato eseguito male?

Sono cause diverse e portano a interventi diversi, ma la macchia che vedi è identica in tutti e tre i casi: guardandola non c'è modo di capire quale sia.

Le pitture e gli intonaci antimuffa non risolvono: ritardano la formazione, e la macchia torna. Più tardi, ma torna. Finché la causa resta, il fenomeno si ripete — ogni inverno.

Muffa scura nell'angolo di una stanza, lungo lo spigolo e sopra il battiscopa Termogramma dello stesso angolo: lo spigolo risulta più freddo del resto della parete, con i punti di misura della temperatura

La causa si misura, non si deduce. Quale delle tre sia non si stabilisce guardando la macchia, né aprendo la parete a campione. Si stabilisce rilevando le temperature delle superfici con la termocamera e quantificando l'umidità nei materiali con le prove igrometriche.

Dove serve capire quanto pesa l'uso dell'ambiente si aggiunge un datalogger, che osserva come cambiano le condizioni nel tempo. Non serve sempre: lo valuta il tecnico sul caso.

Quello che ti resta è la causa individuata e l'area interessata — non un elenco di ipotesi da verificare a tue spese.

La muffa torna ogni inverno nello stesso punto?

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Facciata di un condominio alto vista dal basso, con i balconi e i pannelli di rivestimento Termogramma della stessa facciata: le porzioni distaccate dal supporto risultano più chiare del resto della superficie Ripresa da drone della sommità di un edificio alto, con i balconi visti dall'alto

Distacchi di intonaco e piastrelle

Fra un rivestimento staccato dal supporto e il supporto c'è aria. E l'aria è un isolante: quella porzione si scalda e si raffredda con tempi diversi dal resto della superficie.

È una differenza minima, e la leggono solo termocamere ad alte prestazioni. Non tutte la vedono: è anche il motivo per cui due rilievi sullo stesso muro possono dare risultati diversi.

Il vantaggio è la copertura: si controlla l'intera superficie, non i punti che si riesce a raggiungere. A seconda di com'è fatto l'edificio il rilievo si esegue da terra oppure con il drone, che su facciate alte è l'unico modo di riprendere tutto.

Il difetto quasi mai è dappertutto. Capita spesso di trovare palazzi con una sola facciata compromessa, o con il problema su una parte dei balconi e non sugli altri: uguali a vedersi, diversi dentro.

Senza una mappatura quella distinzione non esiste, e si finisce per rifare tutto per sicurezza. È la differenza fra intervenire su un intero edificio e intervenire su una facciata, e si decide prima di chiedere i preventivi per i lavori.

Devi capire quanto è estesa la parte da rifare?

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Cos'altro si può chiedere a una termografia

Molte di queste verifiche non ce le chiede nessuno, e non perché non servano: perché non si sa che si possono fare.

Il cappotto è stato posato bene?

Si vedono le discontinuità, come sono state posate le lastre e i tasselli a fungo che le fissano: quanti ne sono stati messi e come sono distribuiti. Durante i lavori molto si controlla a vista e non serviamo noi: il rilievo strumentale serve prima di dare il saldo, o a lavoro concluso se nasce una contestazione. E funziona anche dopo l'intonacatura, quando a occhio non si vede più niente.

Com'è fatto questo muro?

Quando i disegni mancano o non corrispondono al costruito, la termografia aiuta a leggere la muratura: materiali diversi a contatto, tessiture, elementi nascosti.

Dove passa il riscaldamento a pavimento?

Si individua il tracciato dei circuiti radianti prima di forare, anche quando non c'è nessuna perdita, e si vedono i tratti che non scaldano come gli altri.

L'intervento ha funzionato?

Dipende da cosa è stato fatto. Se si è lavorato per eliminare una causa di umidità, le misure igrometriche dicono se nel materiale ne è rimasta. Se invece si è intervenuti sull'involucro — cappotto, serramenti — la verifica arriva con il freddo: prima non ci sono le condizioni per leggere qualcosa di sensato.

Hai una verifica in mente che non trovi qui?

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Prima di chiederci il preventivo

Quando si può fare
Dipende dalla stagione, dall'ora del giorno e soprattutto da cosa si sta guardando: certe verifiche si eseguono anche con il caldo, altre richiedono condizioni precise — a maggior ragione se il risultato deve essere certificato. Una facciata appena colpita dal sole restituisce un'immagine che parla del sole, non della parete. Per questo la data non si improvvisa e la concordiamo insieme.
Chi esegue le prove
Personale certificato RINA come operatore CND di livello 2: ISO 9712 nel metodo termografia a infrarossi e UNI 11931:2024 per le prove non distruttive nell'ingegneria civile. Non è una formalità: una relazione firmata da un tecnico non certificato è impugnabile, ed è la prima cosa che viene contestata quando il caso finisce davanti a un giudice.
Certificata o a valore legale
Diccelo quando ci chiedi il preventivo. Una termografia certificata è già un documento tecnico completo e nella maggior parte dei casi basta. Se invece deve reggere in sede peritale cambia cosa i tecnici riprendono in campo e quando possono farlo: possono cambiare i periodi dell'anno e gli orari utili, e ciò che non è stato ripreso quel giorno non si recupera. Come funziona il valore legale.

Raccontaci il caso

Ti diciamo se una verifica termografica è adatta alla situazione e in che periodo conviene farla. La valutazione preliminare e il preventivo sono gratuiti.

  • L'indirizzo completo dell'immobile: via, civico e comune
  • Se si tratta di muffe e condensa oppure di distacchi
  • Qualche foto del punto interessato, con una vista d'insieme