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Datalogger: monitoraggio di temperatura e umidità

A cosa serve, come funziona e perché la registrazione nel tempo è utile nella diagnosi edilizia

Come lo usiamo noi

Il datalogger risponde a una domanda diversa da quella degli altri strumenti: l'ambiente viene usato nel modo giusto? Registrando temperatura e umidità per giorni o settimane si vede se i ricambi d'aria sono sufficienti, se l'umidità prodotta all'interno resta troppo alta, come cambiano le condizioni con le abitudini di chi ci vive.

È la verifica che distingue un problema costruttivo da un problema abitativo, e lo fa con dati registrati invece che con opinioni. Resta sul posto perché una misura istantanea non basta: serve l'andamento nel tempo.

Datalogger in un ambiente domestico, con accanto il grafico dell'andamento di temperatura e umidita' registrato nel tempo.

Cos'è un data logger

Un data logger è uno strumento elettronico che misura e registra automaticamente uno o più parametri nel tempo. In ambito edilizio viene utilizzato soprattutto per monitorare temperatura dell'aria e umidità relativa, ma può acquisire anche temperatura superficiale, punto di rugiada, pressione, presenza d'acqua o segnali provenienti da sonde esterne.

La differenza rispetto a un normale termoigrometro è semplice: il termoigrometro offre una fotografia istantanea, mentre il data logger costruisce una sequenza di dati. Questo permette di osservare come cambia un ambiente durante il giorno, la notte, i fine settimana o le diverse stagioni.

Come avviene la registrazione

Il dispositivo è composto da sensori, memoria, orologio interno e alimentazione, spesso a batteria. Prima dell'installazione vengono scelti l'intervallo di acquisizione, la durata del monitoraggio e il punto in cui posizionarlo. Il dato può essere scaricato successivamente su computer oppure inviato in remoto, a seconda del modello e del sistema di comunicazione disponibile.

Un intervallo troppo lungo può non registrare variazioni rapide; uno troppo breve produce molti dati che devono essere letti con criterio. La scelta dipende dal fenomeno da studiare. Per una stanza con rischio di condensa può essere utile osservare le variazioni tra giorno e notte; per una perdita intermittente o un impianto, l'intervallo va calibrato sulla frequenza attesa dell'evento.

Applicazioni nella diagnosi degli edifici

Il datalogger aiuta a capire se muffa e condensa dipendono da ponti termici, ventilazione insufficiente, abitudini d'uso o condizioni ambientali persistenti. Registrando temperatura e umidità relativa, il tecnico può valutare quando l'aria si avvicina al punto di rugiada e se le condizioni favorevoli alla condensazione si ripetono nel tempo.

È utile anche per verificare locali poco aerati, sottotetti, cantine, archivi, ambienti tecnici e immobili lasciati vuoti. In questi casi una singola ispezione può trovare condizioni apparentemente normali, mentre il grafico dei dati può mostrare picchi notturni di umidità o escursioni termiche che spiegano il degrado. I dati possono inoltre documentare l'effetto di un intervento di ventilazione, deumidificazione o regolazione dell'impianto.

Limiti e corretto utilizzo

Il data logger non individua da solo la causa di un problema. Registra ciò che accade nel punto in cui è collocato, non in tutto l'edificio. Un sensore posto vicino a una finestra, a un radiatore, a una parete fredda o a una bocchetta d'aria può fornire dati poco rappresentativi dell'ambiente. Anche esposizione solare, altezza di installazione e ostacoli vicini influenzano la misura.

Per un monitoraggio affidabile servono strumenti idonei, sensori controllati, punti di posa scelti con criterio e una relazione che spieghi periodo, intervallo di registrazione e limiti. Il dato deve essere letto insieme a sopralluogo, termografia, igrometria e informazioni sul funzionamento dell'edificio. In questo modo il data logger non è solo un archivio di numeri, ma diventa uno strumento per ricostruire la storia del fenomeno e supportare una diagnosi tecnica più solida.

Prima di installare il datalogger è utile definire una domanda concreta: capire la causa della muffa, verificare l'effetto di una ventilazione, controllare un locale tecnico oppure documentare un fenomeno intermittente. La qualità della risposta dipende da questa impostazione iniziale. Grafici, valori minimi e massimi e confronto fra più punti diventano utili soltanto se letti in relazione a ciò che accade nell'edificio e alle attività svolte al suo interno.

Un monitoraggio ben progettato consente inoltre di evitare conclusioni basate su impressioni momentanee. La durata deve essere sufficiente a includere le condizioni in cui il problema si manifesta; diversamente, anche un grafico preciso può descrivere solo una parte della situazione reale. I dati hanno valore quando rispondono a un quesito tecnico preciso.