UNI 11931:2024
Operatore di livello 2 per le prove non distruttive nel campo dell'ingegneria civile e dei beni culturali e architettonici. È la qualificazione specifica per le costruzioni.
Su richiesta l'indagine si chiude con una relazione certificata a valore legale, costruita per essere usata anche in sede peritale. È un documento più lungo di una relazione ordinaria, e non per abbondanza: deve contenere paragrafi e specifiche previsti dalle norme europee di riferimento, che le altre relazioni non hanno.
Consulenti tecnici d'ufficio (CTU) e di parte (CTP). Devono portare in causa un accertamento, e hanno bisogno di dati raccolti con un metodo dichiarato.
Avvocati che devono dimostrare da cosa è stato provocato un danno, prima ancora di discutere di chi paga.
Proprietari e amministratori di condominio che devono documentare una situazione che rischia di diventare un contenzioso.
Nel contenzioso la dimensione non conta. Fuori dai casi peritali, su superfici molto piccole un'indagine strumentale raramente conviene. Quando c'è una causa quel criterio non si applica: interveniamo anche su situazioni piccole, perché lì il valore non è metrico.
È la prima cosa che un tecnico di controparte va a guardare.
Chi firma è qualificato per il metodo con cui l'indagine è stata condotta, e la qualificazione è dichiarata nella relazione con gli estremi del certificato. Non devi fidarti sulla parola: puoi verificarla.
Sulle ricerche di infiltrazioni firmano ingegneri edili iscritti all'albo. Dove l'indagine comprende la termografia serve in più una certificazione sul metodo, e sono queste due:
Operatore di livello 2 per le prove non distruttive nel campo dell'ingegneria civile e dei beni culturali e architettonici. È la qualificazione specifica per le costruzioni.
Operatore di livello 2 nel metodo termografia a infrarossi. È la norma generale delle prove non distruttive, valida in tutti i settori.
Entrambe rilasciate da RINA Services S.p.A., organismo firmatario degli accordi di mutuo riconoscimento EA, IAF e ILAC. La differenza fra le due conta: ISO 9712 qualifica un termografista in generale, UNI 11931 lo qualifica sulle costruzioni.
Metodi diversi rispondono a norme diverse, quindi cambia anche chi può firmare. Nel preventivo trovi scritto quali qualificazioni saranno impiegate sul tuo caso: prima di confermare, non dopo.
Perché conta. Una relazione firmata da chi non ha la qualificazione richiesta dal metodo è impugnabile, ed è l'obiezione più economica che una controparte possa sollevare: non deve entrare nel merito di quello che è stato misurato, le basta contestare chi l'ha misurato.
La relazione ordinaria descrive le problematiche riscontrate e le cause. Questa aggiunge quello che serve a un terzo per rifare mentalmente il percorso: le condizioni del rilievo, le specifiche della strumentazione impiegata, le immagini di ogni anomalia — fotografiche e, dove la termografia viene impiegata, anche termografiche — il modo in cui si è arrivati a ciascuna conclusione e la qualificazione di chi ha eseguito le prove.
Su richiesta comprende anche le proposte di rimedio: come intervenire per eliminare le problematiche riscontrate.
La tracciabilità è il punto. Un documento che dichiara metodo, condizioni e strumenti può essere verificato da un altro tecnico: chi lo legge ripercorre come si è arrivati a quella conclusione e la riscontra. Un documento che si limita ad affermare non lo permette — e quello che nessuno può controllare, in un procedimento, conta poco.
Se ci dici subito che il caso è in contenzioso, il preventivo nasce già a valore legale e la relazione è compresa: non c'è niente da aggiungere e niente da ricordarsi.
Se parti da un preventivo ordinario, il margine per cambiare idea dipende dal tipo di indagine.
Sulle ricerche di infiltrazioni un preventivo ordinario può diventare a valore legale: basta comunicarcelo per iscritto prima che i tecnici escano. La differenza di prezzo è già scritta nel preventivo che hai in mano.
Sulle indagini termografiche va invece deciso quando chiedi il preventivo: possono cambiare i periodi dell'anno e gli orari in cui si può uscire, e cambia cosa i tecnici devono riprendere. Non è una questione di prezzo, è che l'uscita si organizza in un altro modo.
In tutti i casi il termine ha la stessa ragione pratica: in campo servono rilievi e immagini in più rispetto a un'indagine ordinaria, e se non vengono raccolti quel giorno non si recuperano, se non tornando sul posto.
Una relazione tecnica può costituire un supporto documentale rilevante in una perizia, in una pratica assicurativa o in un contenzioso. Il suo peso effettivo dipende però dall'incarico ricevuto, dalla corretta applicazione delle norme e da come il documento viene inquadrato nel caso specifico.
Quello che c'è dentro, però, non è un'opinione. Le prove eseguite sono prove tecniche: i valori riportati sono ciò che gli strumenti hanno misurato, in quelle condizioni e in quel punto. Non esiste un «secondo noi», quei valori sono oggettivi.
Non promettiamo esiti processuali, e chi lo fa andrebbe guardato con sospetto. Quello di cui rispondiamo è il modo in cui il dato viene raccolto, misurato e documentato.
* dati aggiornati ogni mese
Se c'è un procedimento in corso o previsto, diccelo subito: cambia quello che i tecnici raccolgono in campo. La valutazione preliminare e il preventivo sono gratuiti.