Termografia a infrarossi
A cosa serve in edilizia, impianti e industria: vantaggi, limiti e valore della corretta interpretazione tecnica
Come lo usiamo noi
La termocamera è il primo strumento che sale sul mezzo, ma non è mai l'unico: serve a orientare la ricerca, non a chiuderla. Sulle infiltrazioni, da sola, non individua la causa nel 98% dei casi.
Il personale che esegue le prove termografiche è certificato RINA come operatore CND di livello 2: ISO 9712 nel metodo termografia a infrarossi, e UNI 11931:2024 per le prove non distruttive nel campo dell'ingegneria civile e dei beni culturali e architettonici.
La seconda è quella che pesa in edilizia: ISO 9712 qualifica un termografista in generale, UNI 11931 lo qualifica sulle costruzioni. È anche il presupposto per una relazione utilizzabile in sede peritale.
Cos'è la termografia a infrarossi
La termografia a infrarossi è un'indagine che permette di osservare le differenze di temperatura presenti sulla superficie di un edificio, di un impianto o di un componente industriale. Si esegue con una termocamera: uno strumento che rileva la radiazione infrarossa emessa dagli oggetti e la trasforma in un'immagine a colori, chiamata termogramma. In genere, le zone più calde vengono visualizzate con colori caldi, mentre quelle più fredde con colori freddi.
È importante chiarire subito un punto: la termocamera non vede attraverso i muri. Registra ciò che accade sulla superficie e aiuta il tecnico a individuare differenze anomale da interpretare. Quell'anomalia può essere il segnale di un problema nascosto, ma non costituisce da sola una diagnosi definitiva. Proprio per questo la termografia è molto utile, purché venga inserita in un'indagine tecnica più ampia.
Termografia in edilizia: dispersioni, ponti termici e umidità
L'utilizzo più noto della termografia riguarda gli edifici. Una parete, un solaio o una copertura non isolati correttamente possono disperdere più calore del previsto. Con un rilievo eseguito nelle condizioni adatte, la termocamera permette di individuare le zone in cui l'involucro edilizio si comporta in modo diverso rispetto alle superfici vicine.
Un caso tipico è il ponte termico. Si tratta di un punto dell'edificio in cui il calore attraversa più facilmente la struttura: per esempio un pilastro in calcestruzzo inserito in una parete, il bordo di un solaio, un balcone, il contorno di una finestra o il cassonetto di una tapparella. In inverno, osservando dall'interno, queste aree possono risultare più fredde. Se la superficie si raffredda troppo e nell'ambiente c'è umidità elevata, possono comparire condensa e muffa.
La termografia viene usata anche nella ricerca di possibili infiltrazioni. L'acqua modifica il comportamento termico dei materiali e, in alcune circostanze, produce zone più fredde per effetto dell'evaporazione. Questo può aiutare a localizzare aree sospette vicino a coperture, terrazzi, serramenti, pluviali, tubazioni o facciate. Il vantaggio è evidente: prima di aprire una parete o rimuovere un rivestimento, si può restringere l'area su cui intervenire.
Uso negli impianti: riscaldamento, tubazioni e controlli
In ambito impiantistico, la termografia è molto utile per verificare il comportamento degli impianti di riscaldamento e raffrescamento. Nei sistemi a pavimento, ad esempio, può mostrare il percorso delle tubazioni e mettere in evidenza aree che si scaldano meno del previsto. Questo può far pensare a una mancata circolazione, a un circuito chiuso, a una regolazione non corretta oppure a un difetto localizzato.
Anche radiatori, collettori, tubazioni e componenti idraulici possono essere controllati con la termocamera. Se una tubazione trasporta acqua calda o fredda, il suo andamento può essere individuato senza demolizioni, entro i limiti consentiti dalla stratigrafia e dai materiali presenti. È un aiuto concreto nelle verifiche preliminari, ma non sostituisce prove di pressione, controlli di portata, misure igrometriche o indagini localizzate.
Termografia industriale e quadri elettrici
La termografia ha un ruolo importante anche nella manutenzione industriale. Nei quadri elettrici, nelle connessioni, nei morsetti, negli interruttori e nei cavi, un surriscaldamento localizzato può indicare un contatto imperfetto, un collegamento allentato, un sovraccarico o l'usura di un componente. Individuare queste anomalie prima di un guasto può aiutare a programmare la manutenzione, limitare fermi macchina e ridurre il rischio di danneggiamenti.
Per ottenere risultati utili, il controllo deve essere svolto con impianti in condizioni rappresentative di carico e con le necessarie procedure di sicurezza. Un componente che appare normale a impianto poco sollecitato può comportarsi in modo diverso durante il normale esercizio.
I limiti della termografia: perché sono così importanti
La termografia è uno strumento potente, ma non è infallibile. Il primo limite riguarda la taratura e l'impostazione della termocamera.
Anche le condizioni del rilievo incidono molto e possono alterare i risultati. Una parete apparentemente anomala potrebbe essere stata semplicemente scaldata dal sole poche ore prima; allo stesso modo, una differenza termica insufficiente può rendere invisibile un difetto realmente presente.
Il limite più importante, però, è interpretativo: la termografia segnala una differenza di temperatura, non identifica automaticamente la causa. Una zona fredda può dipendere da molti fattori. Per questo un termogramma non deve mai essere letto isolatamente.
La termografia dà il meglio quando è parte di una serie di prove concatenate. In questo modo diventa uno strumento capace di orientare la diagnosi, ridurre interventi inutili e rendere più affidabile la scelta della soluzione tecnica.
Qualificazione del tecnico, norme europee e documentazione
Una termografia affidabile non dipende soltanto dalla qualità della termocamera, ma anche dalla preparazione di chi esegue il rilievo e interpreta i dati. L'indagine deve essere condotta da un tecnico qualificato, con procedure di acquisizione coerenti con le norme tecniche di riferimento.
La relazione deve riportare condizioni e parametri, immagini termografiche e fotografiche, l'interpretazione delle anomalie e diversi altri dati. Questa tracciabilità rende il documento tecnicamente verificabile.
La relazione termografica può costituire un supporto documentale rilevante in una perizia, in una contestazione tecnica, in una pratica assicurativa o in un contenzioso. Il suo effettivo valore probatorio, tuttavia, dipende dall'incarico, dalla corretta applicazione delle norme e dall'inquadramento del documento nel caso specifico.