Terrazzi e lastrici solari
L'acqua passa dal terrazzo e si manifesta nell'appartamento sotto. Spesso il nodo non è il pavimento ma un risvolto, una soglia o uno scarico.
La macchia torna dopo ogni pioggia. Il terrazzo è stato rifatto e il soffitto sotto si bagna lo stesso. Nel box l'acqua compare sempre nello stesso angolo e nessuno sa dire perché.
Succede perché il punto in cui vedi il danno non è quasi mai il punto da cui l'acqua arriva. L'acqua corre lungo pendenze, giunti, attraversamenti, tubazioni e cavità che non si vedono, ed emerge dove trova la prima via d'uscita, anche metri più in là .
Nella maggior parte dei casi entra dall'esterno. In una parte più piccola, ma tutt'altro che rara, viene da una tubazione: cambia il metodo di ricerca, non cambia il principio.
Chi ripara il punto visibile rifà un lavoro che non risolve, e lo scopre a demolizioni finite.
L'acqua passa dal terrazzo e si manifesta nell'appartamento sotto. Spesso il nodo non è il pavimento ma un risvolto, una soglia o uno scarico.
Il punto bagnato è dentro il box, la causa quasi sempre fuori: bocche di lupo, pozzetti, aiuole, marciapiedi e giardini soprastanti.
Principalmente coperture piane. Camini, attraversamenti e punti di raccolta. Anche quando il manto è nuovo.
Pareti a contatto col terreno, cantine e locali seminterrati: distinguiamo l'infiltrazione dalla condensa e dalla risalita.
Reti idriche di stabilimenti, condomini e strutture estese, e reti antincendio in pressione: il contatore segna consumi importanti e la perdita non si vede. Individuiamo il punto senza aprire a tentativi.
Un lavoro è stato eseguito e vuoi sapere se tiene davvero, prima di coprirlo o di saldare il conto. Verifichiamo la continuità del manto e documentiamo il risultato.
Il collaudo delle impermeabilizzazioni è un servizio a sé, richiesto sia da chi esegue il lavoro sia da chi lo commissiona: vedi la pagina dedicata.
Il tuo caso rientra in una di queste situazioni?
Richiedi un'analisiIl gas tracciante e la termocamera non bastano. Sono i due metodi di cui si parla di più, ma la sola termocamera non individua la causa dell'infiltrazione nel 98% dei casi: dice dove il materiale è bagnato, non da dove l'acqua è entrata.
Per questo i tecnici portano molti altri strumenti, e li usano per fronteggiare la casistica che trovano davvero sul posto — che non è quasi mai quella che ci si aspettava dalle foto. Ogni prova serve a confermare o a escludere quello che ha suggerito la precedente: è così che una causa passa da probabile a accertata.
Alcune di queste attrezzature le abbiamo sviluppate noi: alcuni iniettori del gas e alcune sonde per letture particolari, perché in commercio non c'era niente di adatto a quello che ci serviva. E uno strumento per rilevare altri dati legati a queste problematiche.
Il punto da cui si immette il gas si sceglie per ridurre al minimo l'impatto sulla struttura. Nella maggior parte dei casi serve una piccola perforazione per raggiungere lo strato da indagare. Dove eseguirla, e se convenga procedere dall'alto o dal basso, si decide caso per caso, cercando la posizione meno esposta alla vista e meno invasiva.
Su finiture di pregio, pavimenti storici ed elementi di valore la scelta cambia di conseguenza, con la massima attenzione a non comprometterli. In alcuni contesti si riesce a operare senza perforare, ma se sia possibile lo si stabilisce quasi sempre solo sul posto.
Dove la perforazione è necessaria il ripristino resta a carico tuo: è indicato nel preventivo, non è una sorpresa che arriva dopo.
L'indagine si svolge in loco, normalmente in mezza giornata o più secondo la dimensione e la complessità . In campo escono generalmente due ingegneri edili, con la strumentazione a bordo del mezzo.
Il lavoro non finisce quando i tecnici vanno via. I rilievi raccolti sul posto vengono poi elaborati in studio: messi in ordine, confrontati fra loro e preparati perché si leggano senza fatica.
Quello che ricevi sono le fotografie dei punti che generano il tuo problema, indicati uno per uno. Non pagine di parole: quali prove sono state eseguite e cosa hanno mostrato, nello stabile indagato.
Si capisce senza preparazione tecnica. La legge chi non era presente il giorno dell'indagine, la legge l'amministratore, la legge l'impresa che dovrà intervenire e sa dove mettere le mani senza doverla interpretare.
E ti serve anche dopo: con quelle fotografie puoi verificare che i lavori siano stati fatti nei punti indicati.
C'è un motivo per cui non eseguiamo indagini senza relazione, nemmeno quando ci viene chiesto: è una tutela, tua e nostra. Fra un anno potrai vedere esattamente che cosa è stato controllato e in che modo, senza doverlo ricordare. E se ce lo chiederai a distanza di tempo, noi lo sapremo con la stessa precisione. Nessuno va a memoria.
Se il caso è già in contenzioso dillo subito: il preventivo nasce direttamente a valore legale e la Relazione Tecnico-Illustrativa è compresa, non è un'aggiunta.
Se invece parti da un preventivo ordinario, puoi farla diventare a valore legale fino al momento della conferma: basta dirlo prima che i tecnici escano, e la differenza di prezzo è già scritta nel preventivo che hai in mano. Il termine ha una ragione pratica: in campo servono rilievi e immagini in più, e dopo non si recuperano.
È la domanda che ci sentiamo fare più spesso, ed è legittima. La risposta è che quello che il tecnico deve stabilire non si vede meglio di persona.
Deve capire prima di tutto se l'indagine è fattibile, cioè se possiamo darti il risultato che cerchi. Poi quanto è estesa la superficie da indagare, di che tipo di immobile si tratta, quanto è complesso e con quanti metodi diversi è probabile doverlo affrontare.
Non preoccuparti se non sai rispondere a tutto: buona parte delle informazioni le ricavano i nostri tecnici da quello che ci mandi.
Non è una diagnosi a distanza, e non pretende di esserlo. È una valutazione di fattibilità e di impegno: stabilisce quanto lavoro serve, non da dove entra l'acqua. La causa si accerta sul posto, con gli strumenti.
È una valutazione da ingegnere edile, fatta su fotografie, documentazione e lettura da mappa satellitare. Per la termografia, le perdite in pressione e gli altri ambiti la fa chi ha la competenza specifica, perché cambiano le variabili che decidono la fattibilità .
E se preferisci che qualcuno venga a vedere prima di decidere, si può fare: è un sopralluogo a pagamento, con un suo preventivo, ed esce un ingegnere. Non è la prassi: nella grande maggioranza dei casi non serve.
E c'è una cosa che rende tutto più semplice di quanto sembri: il tecnico non sta contando le ore. L'indagine si misura in mezze giornate e in multipli di mezza giornata, e gli strumenti sono tutti compresi. Quello che deve stabilire è quanto c'è da indagare, quanto tempo ci vuole di solito e con quale difficoltà — non una lista di voci da sommare.
Fai bene. Chiedi a ognuno una risposta precisa su questi sei punti.
Vuoi un preventivo con queste caratteristiche?
Richiedi un'analisiQuando c'è un contenzioso, sempre. Serve documentare quali sono le problematiche, da cosa sono state provocate e qual è la causa certa. Qui la dimensione non conta: interveniamo anche su situazioni piccole.
Quando il problema si ripete, anche se non è ancora stato fatto alcun lavoro. Anzi, soprattutto prima: l'indagine serve proprio a evitare interventi che non risolvono.
Prima di deliberare un intervento importante. Rifare senza sapere da dove entra l'acqua è un tentativo, e spesso un buco nell'acqua in senso letterale.
Conviene meno su superfici molto piccole, indicativamente sotto i 25 m²: lì l'indagine strumentale raramente è vantaggiosa rispetto a un intervento diretto. Te lo diciamo noi, se è il tuo caso.
Su 1.486 indagini svolte, 1.055 riguardano infiltrazioni d'acqua. Ne trovi 14 documentate qui, e ne aggiungiamo ogni mese.
Ti diciamo se una verifica strumentale è adatta alla situazione e come procederemmo. La valutazione preliminare e il preventivo sono gratuiti.