Le marcature sul piano
Ogni cerchio arancione è un punto in cui il gas esce dal manto: qui tre lesioni ravvicinate, invisibili prima della prova.
Provincia di Treviso
Il manto a vista non mostrava strappi. Sotto il gas tracciante sono comparse undici lesioni puntuali lasciate dalla grandine, oltre ai passaggi degli impianti.
Un foro di grandine in un manto sintetico misura pochi millimetri: a occhio, su una superficie sporca e segnata dal tempo, non si distingue da una macchia. Il soffitto sotto la copertura era asciutto e la parete del piano terra, già stuccata dove si era aperta una fessura, non risultava bagnata. In una casa con struttura in legno, però, l'acqua che passa oggi può non vedersi per mesi.
Termocamera e igrometro hanno controllato la base delle pareti, dentro e fuori, e l'intradosso dei solai sotto la copertura: nessuna umidità attiva. Sulla copertura il gas tracciante è stato immesso sotto il manto e cercato su tutta la superficie, punto per punto. Ogni uscita è stata marcata sul posto: undici sul piano orizzontale, tutte lesioni puntuali da impatto, più gli attraversamenti degli impianti e l'attacco dei lucernari alla parete. In più zone il pannello in legno sotto il manto risultava ceduto.
Ogni cerchio arancione è un punto in cui il gas esce dal manto: qui tre lesioni ravvicinate, invisibili prima della prova.
Al centro del cerchio, una piccola lacerazione a stella: è l'impronta tipica di un chicco di grandine.
Uscite di gas abbondanti attorno a un passaggio di tubazioni che sale dal piano della copertura.
Anche dove le tubazioni entrano nel risvolto verticale la protezione all'acqua non tiene.
Passaggi di gas lungo il lato corto dei lucernari, dove incontrano la parete.
La grandine può bucare un manto senza lasciare segni leggibili. Dopo un evento forte, la tenuta di una copertura piana si verifica, non si guarda.
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