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Fluorescina per la ricerca di infiltrazioni

Un tracciante fluorescente per seguire il percorso dell'acqua e individuare i punti da approfondire

Come lo usiamo noi

La usiamo soprattutto per due cose. La prima è stabilire dove va una tubazione: si immette il colorante nell'acqua di uno scarico e si verifica se arriva a un determinato pozzetto. Il percorso smette di essere un'ipotesi letta su un disegno.

La seconda è capire se una tubazione perde: con un piccolo allagamento controllato, se la perdita c'è il colore ricompare sulla muratura e mostra dove.

Sono i due impieghi principali, non gli unici. In entrambi il vantaggio è lo stesso: l'esito si vede a occhio, lo capisce anche chi non è tecnico, e si fotografa bene.

Tracciante fluorescente: il flacone al centro, e ai lati l'acqua colorata di verde intenso mentre esce da un pozzetto e scorre lungo una parete.

Cos'è la fluorescina

La fluorescina è un colorante tracciante che, disciolto in acqua, permette di seguire visivamente il percorso del liquido. In condizioni adatte può apparire giallo-verde alla luce naturale e diventa particolarmente riconoscibile se osservata con una lampada UV. Questa caratteristica la rende utile nella ricerca di infiltrazioni, perché consente di distinguere l'acqua introdotta durante una prova dall'umidità già presente o da altri apporti d'acqua.

Non è uno strumento elettronico e non «misura» l'umidità: rende leggibile il tragitto dell'acqua. Il suo utilizzo serve quindi a verificare un'ipotesi tecnica, ad esempio se un passaggio, uno scarico, una giunzione o una zona impermeabilizzata consente all'acqua di raggiungere un punto in cui è stata osservata un'infiltrazione.

Come funziona nella ricerca infiltrazioni

Il tecnico prepara una soluzione tracciante e la introduce in modo controllato nell'area o nel circuito da verificare. Se esiste una via di passaggio, la fluorescina si sposta insieme all'acqua e può comparire nel punto di uscita, in un vano sottostante, lungo un giunto o presso un elemento costruttivo collegato alla zona provata. La lettura con luce UV può rendere visibili anche tracce deboli o molto diluite.

La prova è utile perché l'acqua in un edificio può seguire percorsi complessi: penetra in un punto, attraversa strati, cavità o giunti e si manifesta lontano dalla vera origine. La fluorescina aiuta a stabilire se esiste una continuità tra una zona sottoposta alla prova e il segno di umidità osservato. Le immagini e i riscontri visivi possono essere documentati nella relazione tecnica.

Dove può essere impiegata

La fluorescina può essere utilizzata per prove mirate su scarichi, pluviali, raccordi, bocchettoni, giunti e zone impermeabilizzate. È utile anche per seguire il comportamento dell'acqua in condotte, scarichi e impianti in cui sia necessario capire da dove proviene un passaggio o dove prosegue un flusso. In alcuni casi può essere impiegata nelle verifiche di piscine e vasche, sempre con prodotti e modalità compatibili con la destinazione d'uso e i materiali presenti.

La tecnica dà il massimo risultato quando l'area da testare è delimitata e il quesito è preciso. Prove troppo estese o svolte senza una chiara ipotesi di partenza possono rendere difficile distinguere il percorso dell'acqua e interpretare il risultato.

Limiti e cautele

La fluorescina non individua automaticamente il difetto nell'impermeabilizzazione: conferma che l'acqua tracciata ha raggiunto un determinato punto. Se l'acqua si distribuisce in più strati o incontra cavità e pendenze, il tracciante può comparire lontano dal punto di ingresso. Un esito negativo riguarda soltanto le condizioni della prova e non esclude ogni possibile percorso alternativo.

La scelta del prodotto, della concentrazione, dell'area di prova e delle modalità di pulizia deve essere valutata dal tecnico. Superfici molto assorbenti, materiali porosi, pietre naturali, fughe o finiture delicate possono trattenere il colore e lasciare tracce; è quindi necessario proteggere le aree sensibili e utilizzare prodotti idonei. La fluorescina va considerata un supporto diagnostico: la combinazione con altre tecniche viene definita dai tecnici sul posto, in funzione del caso e dell'edificio. Il suo valore sta nel rendere visibile il percorso dell'acqua, riducendo incertezze e interventi esplorativi inutili.

Pianificazione della prova

Per ottenere un riscontro utile, la prova viene programmata definendo il punto di immissione, le zone da osservare e le condizioni in cui l'acqua può percorrere il tragitto ipotizzato. Le aree vengono testate in modo progressivo, evitando di sovrapporre prove diverse quando ciò renderebbe incerta la lettura. Fotografie, note sulle zone interessate e osservazione nel tempo aiutano a collegare la traccia fluorescente al percorso effettivo dell'acqua e a comunicare con chiarezza il risultato dell'indagine.