La canna fumaria esterna
Passaggio di acqua e umidità dalle fessurazioni lungo tutto lo sviluppo. In più, condensa e sbalzo termico che creano criticità dentro gli appartamenti sotto.
Provincia di Padova
Le terrazze degli attici erano il sospettato ovvio, e in effetti perdevano da più punti. Ma una parte dei danni ai piani bassi arrivava da un elemento che nessuno associa all'acqua.
Tre punti di immissione in appartamenti diversi servivano a capire se le criticità fossero locali o comuni. Erano comuni: gli stessi nodi si ripetevano lungo tutti gli sviluppi perimetrali di entrambe le terrazze.
Poi c'è la parte che il committente non si aspettava. La canna fumaria esterna faceva passare acqua e umidità dalle proprie fessurazioni, e per sbalzo termico creava condensa negli appartamenti dei piani sottostanti: due fenomeni diversi dallo stesso elemento.
Passaggio di acqua e umidità dalle fessurazioni lungo tutto lo sviluppo. In più, condensa e sbalzo termico che creano criticità dentro gli appartamenti sotto.
Intersezione fra pavimentazione e parapetto: il risvolto impermeabile sottostante non era realizzato correttamente, su entrambe le terrazze.
Ogni giunto è un'interruzione del manto sottostante, e come tale va risolto con un pezzo dedicato.
Nodi di imbocco senza pezzo speciale. E agli sbocchi il rischio di rigurgito, per via dei lunghi sviluppi orizzontali che si innestano nei pluviali.
Fessurazioni, scrostamenti e lacune delle finiture: acqua incidente che entra nelle strutture, con risalita capillare alla base delle murature.
C'è un dettaglio che vale per moltissime terrazze: gli scarichi smaltiscono solo l'acqua che sta in superficie, non quella che passa sotto e viene raccolta dalla guaina. Finché quella non ha una via d'uscita, il problema resta anche dopo aver sistemato i nodi visibili.
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